Agosto 2019: una questione di curva


Agosto 2019 sarà ricordato negli annali finanziari come il mese della curva.


La curva dei rendimenti americana: utilizzata per esprimere graficamente la differenza di rendimento tra due obbligazioni, tipicamente e per semplificare, il titolo di stato americano a 10 anni vs quello a 2 anni.


Voglio chiarire cosa si intende per rendimento, termine che identifica un valore diverso rispetto alla cedola pagata dall’obbligazione.


Il rendimento tiene in considerazione anche il PREZZO del titolo.

Più viene comprato, più il suo prezzo aumenta (spinto dalla domanda): otterrai la cedola, ma lo avrai pagato di più (sopra la parità, definita a 100) e di conseguenza il suo “rendimento” effettivo sarà minore (alla scadenza ti verrà rimborsato sempre la parità, ossia 100).

Lo hai pagato caro.


Discorso inverso quando una obbligazione non è più interessante e viene, prevalentemente, venduta: il suo prezzo, scende sotto la parità (fissata a 100), la puoi comprare con lo sconto ed il suo “rendimento” effettivo sarà superiore alla cedola che otterrai periodicamente (ricordati che, alla scadenza, il valore di rimborso è sempre 100).


Bene.

Normalmente i rendimenti dei titoli governativi a lunga scadenza offrono rendimenti più elevati rispetto a quelli a breve scadenza.

Infatti, più si allunga il tempo che devo attendere prima di riottenere il mio capitale, meno intendo pagare quel titolo (quante cose possono accadere nel lungo periodo?)


Nella giornata del 14/8/2019, verso le 14,30, il rendimento dei titoli di stato americani a 2 anni è stato invece superiore a quello dei titoli a 10 anni, di poco, appena dello 0,012%.


Per quale motivo questo fenomeno ha generato così tanta tensione sui mercati?

perché in passato e prevalentemente negli Stati Uniti, l’inversione della curva dei rendimenti, spesso, ma non sempre, ha anticipato di diversi mesi l’arrivo di un periodo di recessione.


Quali erano le condizioni nelle quali si era manifestato questo fenomeno?

inversione dei rendimenti prolungata e con una politica monetaria restrittiva (tassi in continuo aumento).

Condizioni che non sono paragonabili a quelle attuali.


L’articolo apparso oggi su financialounge.com esprime ancora meglio la situazione. Ne riporto un passo (l’articolo lo potete leggere al link: https://bit.ly/2YYReJl ):


“Si potrebbe andare avanti con l’inversione della curva dei tassi a 2 e 10 anni negli Usa, notizia delle ultime ore che ha innescato altre tensioni perché spesso, ma non per forza, segnala recessione in vista. La prima metà di agosto ha confermato la regola dei falsi segnali, vale a dire tonfi violenti sulle Borse che sembravano presagire tempesta e che invece sono stati seguiti da repentini recuperi. Il risultato sono indici rimasti più o meno nel canale in cui navigano da inizio anno.”


Un antidoto alla volatilità che negli ultimi anni ha contraddistinto il mese di Agosto, oltre ad una pianificazione specifica e personalizzata, è quello della diversificazione: l’importanza di non essere investiti in un solo mercato e in una sola asset class, consente sempre di attraversare le turbolenze con una maggiore stabilità.

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