Gioco, partita, incontro.

Un metodo in 4 mosse per vincere la partita del risparmio


Andre Agassi è stato primo nella classifica mondiale dei tennisti per 101 settimane, vincendo 8 Slam.


Nella sua biografia racconta il metodo che utilizzava per mantenere la focalizzazione sull’obiettivo: “ci vogliono 21 set per vincere uno slam, non devi far altro che vincere 21 set, sette incontri al meglio dei cinque set, fa 21.

Concentrati su quello e non sbaglierai. Semplifica. Ogni volta che vinci un set devi dirti: meno uno”


Da questa regola si possono prendere spunti interessantissimi, anche per parlare di risparmio.


E’ una regola oggi più che mai importante, perché tra gli investitori aleggia una sensazione, un mix di confusione, tensione e preoccupazione, che i mercati non sembrano pienamente rispecchiare.


C’è una una domanda che mi viene posta sempre più spesso: cosa faccio con il risparmio? come mi muovo?


Ecco dove la regola di Agassi può diventare un valido antidoto all’incertezza: vai avanti con un set alla volta, pianificando un obiettivo - in questo caso finanziario - alla volta.


Tutto questo ti servirà per semplificare la gestione del metodo di risparmio più adatto alle tue necessità.

Vediamo insieme come procedere.


Il primo punto di questo metodo sarà quello di definire quali sono i tuoi obiettivi finanziari che, una volta definiti, potrai assumerli come veri e propri canali di investimento e di risparmio, sui quali andare a focalizzare la tua attenzione.

Spesso, già in questa fase, scoprirai che sarai molto meno influenzato da notizie su geopolitica, economia e fenomeni eccezionali, perché c’è un percorso da seguire ed un obiettivo da raggiungere.


Arriviamo quindi al secondo punto: l’attività di pianificazione dedicata al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Cerchiamo un investimento che statisticamente ti possa fornire le migliori possibilità di arrivare all’obiettivo, di andare a target, bilanciando con attenzione un altro fondamentale fattore.


Arrivo quindi al terzo punto e parlo del rischio; in particolare del grado di rischio che tu sei disposto a sopportare - oggi, ogni investimento, comporta un certo grado di rischio.


Diventa quindi molto utile poter effettuare alcuni confronti “pratici”, osservando con l’aiuto dei dati storici, come sono andati nel passato gli strumenti nei quali investire.


E questo è il quarto e ultimo punto: la verifica.


Consapevole che, impostare un piano d’investimento utilizzando esclusivamente lo specchietto retrovisore non è mai la scelta migliore, valutare il comportamento che il tuo investimento ha tenuto nel passato potrà anticiparti alcune importanti informazioni.


Per prima cosa potrai osservare la sua volatilità che, in modo molto pratico, significa valutare l’ampiezza delle oscillazioni del prezzo durante varie fasi dei mercati.


Se quel numero, dopo un segno meno, ti mette troppo a disagio probabilmente quell’investimento non fa al caso tuo.


Non esiste un portafoglio giusto o sbagliato, esiste semplicemente un portafoglio adatto a te ed alle tue esigenze, che non dev’essere scolpito nella roccia, ma sempre modificabile e soprattutto, diversificato.


Abbiamo visto quattro punti di un metodo che, nella sua semplicità, è in grado di fornire, nel presente, una prospettiva molto diversa del tuo futuro finanziario.


Riprendo, in conclusione, le parole di Andre Agassi: “Semplifica, semplifica, semplifica” e aggiungo io, diversifica e agisci.


Alexio Fazzini


Questo articolo prende spunto dalla puntata 321 del mio Podcast La Borsa...in poche parole.


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