Resistenza

Oggi è il 18 settembre 2019 ed è anche quello che potremmo battezzare il FED DAY. Evento irrinunciabile sulla scena economica mondiale; e come in ogni evento che si rispetti, non può mancare un’anteprima degna di questo nome. L’ho trovata: mi è bastato sbirciare nel sito del Sole 24 ore online per leggere l’articolo del quale riporto il link https://bit.ly/2kng17n Come sappiamo gli investitori si aspettano un ulteriore passo, da parte della FED, la Banca Centrale americana, lungo il percorso dei calo dei tassi. Perché questa attesa? Perché a tassi più bassi, di solito, corrisponde maggiore possibilità di affrontare finanziamenti a condizioni vantaggiose, liquidità per fare investimenti, insomma per spendere e far girare l’economia (anche in Europa non sta funzionando tanto, ma questo è un altro discorso). Il motore dell’economia al momento è un po' a corto di lubrificante, anche perché gli ingranaggi sono stati spolverati con la sabbia dei dazi e della guerra commerciale. Non so se rende l’idea, ma questa immagine mi piace. Il Presidente Trump ha una gran fretta di rendere l’economia preparata a dovere per affrontare, sulla distanza, la resistenza cinese che sembra avere più fiato del previsto. Ed anche se ormai ha cambiato 5 cellulari a forza di twittare a favore di una riduzione vigorosa dei tassi, il capo della FED, Powell sembra essere troppo impegnato a garantire l’indipendenza politica del suo Istituto per dargli soddisfazione. Ecco perché oggi c’è attesa e curiosità per vedere lo sviluppo di questa faccenda. E se ci fosse una sorpresa? Se invece che della Banca Centrale, l’aiuto venisse proprio da un accordo a sorpresa tra i due contendenti? Dove nessuno vuol mollare per primo, potrebbero anche mollare insieme….

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