Risparmio e volatilità: lezioni dal mercato e punti fermi.

Esiste un'assicurazione per proteggersi dall'incertezza dei mercati?


L’evoluzione dell’epidemia da Corona virus prende una piega diversa.

Almeno dal punto di vista del comportamento dei mercati.


Perché se fino ad oggi a patire maggiormente sono state le borse asiatiche, Cina in testa ovviamente, oggi la sbandata la prendono un pò tutti i mercati.


L’Italia, svegliandosi all’alba di sabato 22 febbraio nell’occhio del ciclone, non ha dovuto attendere che l’apertura dei mercati del lunedì successivo per vedere gli sviluppi negativi ed inevitabili sul fronte azionario.


Cosa possiamo imparare da questo nuovo episodio di volatilità dei mercati? Che i comportamenti eccessivi si manifestano senza razionali motivazioni.


Sgomberiamo il campo da qualsiasi equivoco: gli impatti economici di questo virus ci sono e ci saranno. Inevitabili, date le misure necessarie alla gestione dell’emergenza sanitaria.


Quello che occorre capire è la profondità degli effetti che si manifesteranno.


Il fatto è che oggi è troppo presto per avere delle risposte, non dico certe, ma attendibili.

E nel campo dell’incertezza si raccoglie volatilità.


Allora è necessario, davvero necessario, fare una check list, ma forse è meglio parlare d’inventario, dei punti che devono essere tenuti fermi, per fare scelte razionali.


A livello economico/finanziario:


1 banche centrali disponibili ad intervenire

2 liquidità abbondante e tassi bassi

3 la lunga guerra dei dazi, peraltro non ancora conclusa, ci ha permesso di valutare con grande attenzione le scelte di allocazione del risparmio. La volatilità ora, come allora, è sempre dietro l’angolo