RISPARMIO = SALVADANAIO?



La forma più classica del salvadanaio è quella del maialino, che si trova a fianco del telefono all’ingresso di casa, dove lasci chiavi e spiccioli.

Che finiscono nella fessura: metafora del risparmio.


Ecco l’inghippo.


Nel salvadanaio, la fessura permette di mettere facilmente le monete, che per essere poi prelevate ti costringono a manovre al limite del sovrannaturale e ti spingono all’inevitabile utilizzo del martello.

Nel risparmio, invece, si fa molta fatica a decidere di mettere i soldi nella fessura, che appare strettissima, quasi invisibile, mentre una gigantesca voragine facilita l’uscita dei soldi a volte proprio senza controllo.


Approfondiamo il significato della parola risparmio.

Wikipedia ci dice che: “il risparmio è la quota di reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per essere speso in un momento futuro”.

Perché risparmiare?

La risposta che mi sono dato è quella di poter essere in grado di realizzare un obiettivo.

Il proprio personale obiettivo.

Ovvio che di obiettivi ce ne possono essere diversi e sparpagliati lungo l’asse temporale della vita.


Quindi che fare? gestire ancora meglio il risparmio, frazionandolo in più salvadanai destinati ai vari obiettivi.


Qualche settimana fa, mentre parlavo di questo con un mio cliente, mi è stato chiesto: “si è tutto chiaro, fisso gli obiettivi e inizio a risparmiare per raggiungerli. Ma da dove inizio a risparmiare secondo te?”

Ottima domanda. Io ho individuato 4 fonti di risparmio, che semplificando sono: